Banksy a Napoli: tra satira e arte visionaria

Bansky

di Scarlet Lovejoy/Marco Iannaccone

Banksy ha uno stretto legame con la città di Napoli. Una città piena di contraddizioni che ben si lega all’arte visionaria, satirica e di denuncia del quarantaseienne artista di Bristol. Non poteva non scegliere Napoli come sede della sua prima opera italiana essendo Napoli una città che fa dell’ironia il proprio stile di vita. Al 2010 risale la sua prima misteriosa apparizione con i murales (poi purtroppo vandalizzato) rappresentante l’Estasi di Santa Teresa; dopo poco ci fu lo stencil in Piazza dei Girolamini chiamato la “Madonna con la pistola”.

Banksy, Toxic Mary (Ph. Scarlet Lovejoy/Marco Iannaccone)

Banksy: satira, impegno politico e ironia

Cosa possiamo trovare nelle opere di Banksy?

Satira, impegno politico e ironia che ci fa sorridere riflettere al tempo stesso.

Ha una grandissima capacità di sintesi. Immediata. Schietta. Diretta. Comprensibile.

Un dono che pochi hanno e che lascia il segno.

Banksy, Laugh Now (Ph. Scarlet Lovejoy/Marco Iannaccone)

Bansky non vende fotografie o riproduzioni dei suoi graffiti, ma è noto che i banditori d’aste cercano di vendere la sua arte di strada sul posto e lasciano il problema della rimozione nelle mani dell’offerente vincitore.

Banksy, Love is in the air (Ph. Scarlet Lovejoy/Marco Iannaccone)

Bansksy è considerato uno dei maggiori esponenti della street –art . Realizza pezzi che raccontano della povertà della condizione umana. È capace di giocare sull’esito non scontato dei presupposti narrativi: la linearità delle sue figure, infatti è sovvertita dalla presenza di elementi di dissonanza, che non invalidano la comprensibilità del messaggio, bensì ne rinforzano il sapore sovversivo e ironico.

I principali temi delle sue opere sono l’inquinamento, l’omologazione, le atrocità della guerra, la brutalità della repressione poliziesca, il maltrattamento degli animali.

Banksy, Barcode (Ph. Scarlet Lovejoy/Marco Iannaccone)

La street-art al PAN di Napoli

La mostra presente a Napoli al Museo Pan visitabile fino al 16 febbraio 2020 si intitola “Banksy e la (post) street art”.

Attraverso 80 opere proveniente da collezioni private e da gallerie italiane e straniere, una sala video, una sala selfie e un bookshop viene raccontato il fenomeno artistico del momento.

Oltre alle opere di Banksy, sono presenti anche Mr. Brainwash, OBEY e Mr. Savethewall che è l’unico artista italiano presente alla mostra.

Brainwash espone opere coloratissime. Artista francese. Ha creato la copertina per il disco di Madonna “Celebration”.  La sua è un arte mondana, non lontana dal jet-set.

Mr Brainwash, Marilyn (Ph. Scarlet Lovejoy/Marco Iannaccone)

OBEY è un artista americano diventato famoso per l’opera Hope, che riproduce il volto stilizzato di Barack Obama in quadricromia, diventato l’icona della campagna elettorale che ha poi portato il rappresentante democratico alla Casa Bianca.

OBEY, Make Art not War (Ph. Scarlet Lovejoy/Marco Iannaccone)

Infine, il viaggio nel mondo dei graffiti termina con Mr. Savethewall, artista italiano che recepisce gli stimoli provenienti dai linguaggi utilizzati dai suoi colleghi rielaborandoli con ironia e spirito critico, attraverso una tecnica a basso impatto ambientale che preserva il muro da danni permanenti.

Mr Savethewall, Finish (Ph. Scarlet Lovejoy/Marco Iannaccone)

Una grande mostra. Con un’arte in evoluzione. Un’arte che non è solo rappresentazione del “Bello” ma del “bello che fa pensare”. E in un mondo alienato e alienante dove la gente non legge se non quello che appare nei social media e dai propri smartphone non è poco.

La mostra al Museo Pan di Napoli è stata realizzata a cura di Andra Ingenito e promossa dall’assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli.

http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/39877

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