Berlin 1989: La pittura in Germania prima e dopo il Muro

di Scarlet Lovejoy/Marco Iannaccone

Berlino è sempre stata una città sorprendentemente capace di riprendersi in breve tempo anche da due conflitti mondiali che l’hanno vista perdente e completamente distrutta. Artisticamente non è mai stata da meno. Prima, dopo e durante “il Muro” la scena artistica della capitale tedesca è sempre stata molto viva. Ne abbiamo una testimonianza diretta e stimolante andando a vedere la collettiva Berlin 1989 – La pittura in
Germania prima e dopo il Muro
– a cura di Luca Beatrice aperta al pubblico dal 12 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020 alle Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale di Intesa Sanpaolo a Napoli.

La mostra nasce dal desiderio di celebrare uno degli anniversari più attesi del 2019: il 9 novembre saranno passati trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino.

Sono 21 le opere esposte. Realizzate tra il 1972 e il 2003, provengono da gallerie e collezioni private italiane .

Neoespressionismo come Zeitgeist, spirito del tempo

La mostra è un viaggio a volte colorato, a volte inquietante, ma vitale ed energico, nella Berlino prima e dopo il Muro. È evidente, in queste opere, un’esigenza di rinnovamento e di esternazione di una nuova creatività.

Berlin 1989
A.R. Penk “Standart”
(ph. Scarlet Lovejoy/Marco Iannaccone)

Di importanza centrale è il neoespressionismo, un movimento che nasce in parallelo alla Transavanguardia italiana e alla nuova figurazione americana. I suoi esponenti vennero chiamati Neue Wilden, i “Nuovi Selvaggi” per sottolineare una pittura fatta di segni violenti e immediati. Le nuove generazioni sentono il bisogno di prendere le distanze dal passato e in particolare dall’Olocausto. Elemento comune è un cromatismo violento e fortemente espressivo, una figurazione semplificata e spesso elementare, un senso tragico dell’umanità e della storia.

Alla storica mostra Zeitgest del 1982 il neoespressionismo viene proposto come “spirito del tempo”.

Una pittura contro il sistema e le divisioni

Si passa quindi al gruppo di pittori berlinesi che dal 1977 espongono una pittura che si ispira alla cultura punk mescolando temi di natura politica, sessuale ed artistica. La loro arte dagli spazi off si sposta in gallerie e musei, conquistando il mercato. Tra questi ricordiamo: Rainer Fetting, Helmut Middendorf, Bernd Zimmer.

Berlin 1989
Helut Middendorf “Untitled”
(ph. Scarlet Lovejoy/Marco Iannaccone)

Negli anni Ottanta espongono artisti che conquistano posti importanti nella storia dell’arte: Rainer Fetting,Karl Horst Hödicke, Markus Lupertz.

Berlin 1989
Karl Horst Hödicke “St Martin”
(ph. Scarlet Lovejoy/Marco Iannaccone)

Infine ci sono le opere di artisti della generazione più giovane rappresentata da Rainer Fetting, A.R.Penck, Martin Disler, Siegfried Anzinger, Albert Oehlen.

Le loro opere sono espressioni di rivolta contro il sistema. L’obiettivo è arrivare ad una forma pittorica più europea e più aperta, lontana da un Muro che ha diviso per ben 28 anni la capitale tedesca.

Berlin 1989
Herman Albert Mann “Frau II”
(ph. Scarlet Lovejoy/Marco Iannaccone)

Tra gli artisti presenti nel fantastico palazzo liberty Zevallos Stigliano ricordiamo: Herman Albert, Martin Disler, Karl Horst Hodicke, Jorg Immendorff, Siegfried Anzinger, Helmut Middendorf, Sigmar Polke, Bernd Zimmer, Rainer Fetting, Jiri Georg Dokoupil, A.R Penck, Gerhard Richter, Markus Lupertz, Anselm Kiefer, Georg Baselitz , Albert Oehlen.

Per informazioni: https://www.gallerieditalia.com/it/napoli/mostra-berlin-1989/

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