L’India a Milano: Imran Khan all’Atelier Anabasi

Di Caterina Mortillaro

Ieri sera, 9 maggio 2019, l’Atelier Anabasi arteinmovimento ha ospitato per la seconda volta il concerto di musica classica dell’India con l’artista e musicista Imran Khan di Jodhpur al sitar e Francesco Ghirardi alle Tabla. Una performance di altissimo livello che ha portato la musica classica indiana a Milano.

Non è il primo di questi concerti che si svolge presso la sede di Anabasi, in via Casale 3/A, a Porta Genova. Con i suoi molti corsi di danze classiche indiane tra cui spicca il Bharatanatyam, coi suoi corsi di yoga, con i seminari sia di danza che di strumenti tradizionali indiani, questo piccolo centro culturale è un vero e proprio angolo di India a Milano.

I concerti sono sempre di grande qualità con artisti che per i profani posso anche essere sconosciuti, ma sono ben noti nel subcontinente e tra coloro che se intendono di queste forme artistiche. Non si tratta quindi di eventi “etnici” adatti a solleticare la voglia di esotico di basso profilo, ma di momenti dal grande valore culturale. Altri fiori all’occhiello delle passate stagioni concertistiche di Anabasi sono stati di certo il musicista di Sarod Partho Sarothi e Supriyo Dutta, talentuoso cantante dalla voce armoniosa, capace di trasportare in un mondo di sogno e di bellezza.

Ma veniamo alla performance di ieri, partendo dai protagonisti.

Imran Khan suona il sitar

Si potrebbe dire che Imran ha la musica nel sangue. Letteralmente. Proveniente dal Sikar Gharana, è un musicista di nona generazione da un lignaggio di musicisti di corte che hanno preservato la musica classica indiana come tradizione di famiglia. Allenatosi sin dall’età di sei anni grazie a suo nonno, si è esibito per la prima volta a dodici anni al festival giovanile di All India Radio, e da allora ha portato al sua musica a concerti in tutto il mondo: Germania, Francia, Belgio, Olanda, Tailanda, Cambogia, Malaysia, Laos. E ora anche in Italia.

Insignito di numerosi premi, ha collaborato anche alla realizzazione di colonne sonore per il cinema. Grazie alla sua formazione, infatti, è in grado di coniugare la ricchissima tradizione della sua terra con suggestioni provenienti da altre culture musicali. Il suo è quindi uno stile contemporaneo che affonda le radici nell’antico. Ieri, su richiesta di uno spettatore, ha eseguito un brano di Bollywood, trasfigurandolo e nobilitandolo, se così si può dire, con la sua tecnica squisita.

Imran Khan e il suo sitar

Quanto al percussionista, Francesco Gherardi studia pianoforte e percussioni d’orchestra presso il Conservatorio Cherubini di Firenze. Padroneggia sia strumenti musicali occidentali, come la batteria, sia tamburi bassi africani, darbuka (tamburi utilizzati tradizionalmente in Nord Africa, Medio Oriente, Asia centrale, e nell’0Europa Orientale, ovunque ci sia stata l’influenza ottomana). Ma lo strumento che predilige sono le Tabla, i tipici tamburi indiani, sui quali ha fatto una tesi di laurea al conservatorio A. Pedrollo di Vicenza. Naturalmente ha studiato anche in India con importanti maestri. Oggi è compositore e  concertista, con all’attivo numerose collaborazioni.  Inoltre insegna Tabla, batteria, percussioni, musica d’insieme nelle scuole pubbliche in tutta Italia.

Imran Khan e Francesco Gherardi all’Atelier Anabasi

Da questo duo non poteva che nascere una sinergia capace d’incantare. Una serata diversa dal solito, che riconferma Milano come città aperta al mondo.

Per informazioni sul programma di Anabasi, potete visitare il sito web www.anabasi.org o scrivere a info@anabasi.org Anabasi ha anche una pagina Facebook https://www.facebook.com/anabasiarteinmovimento/

Per contattare Imran  è attiva la pagina Facebook https://www.facebook.com/sitarimran e le email: imran@inroomrecords.com   khanimran19@rediffmail.com

Imran ha anche un canale Youtube dove si può ascoltare alcune delle sue performance: www.youtube.com/mellowsitar

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